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Il destino…

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Questo mese sono stata a Imola, per vedere il motomondiale di superbike, avevo regalato i biglietti a Natale al mio compagno e finalmente era arrivato il tanto atteso week end. Tutto bello, il tempo, il divertimento, la gara, ha vinto il pilota per cui tifavo, quindi meglio di così!

In quelle due gare ha corso anche un altro pilota, che io conosco di nome, l’ho visto correre in moto gp, l’ho visto vincere, l’ho visto cadere, ho sentito parlare di lui da chi davvero segue i mondiali sulle due ruote, e non solo alcune gare come me.

Quel pilota ha corso a Imola, io l’ho visto passare, ma senza guardarlo davvero, chi vedevo io era sempre davanti, lui passava poco dopo, lo vedevo sfilare e sentivo i miei vicini di posto commentare.

Siamo tornati a casa e tutto è andato bene, il viaggio, il rientro, il tempo, tutto tranquillo. Passati un paio di giorni, la notizia… brutta e inaspettata, quel pilota ha avuto un incidente, mentre faceva un giro di allenamento in bici.

Io a bocca sbarrata ho letto gli articoli ho seguito i bollettini medici, mentre pensavo a come sia tutto assurdo. Passi la vita in sella a una moto andando a tutta velocità e poi cadi in bici e la tua esistenza viene stravolta.

Ho letto varie versioni dell’incidente, ho letto di quel ragazzo sotto choc che l’ha investito e mi sono immaginata al suo posto: orrendo! L’unica parola che mi è venuta in mente. Quante volte in auto, e io non vado piano in auto, mi è capitato di fare ‘il pelo’ ai ciclisti, di mandarli al diavolo perché non usano le piste ciclabili, mi è anche capitato di vedere dei bimbi sbucare all’improvviso da una strada laterale e dover bloccare l’auto perdendo dieci anni di vita! Tuttavia non mi è mai successo di avere qualcuno sul cofano, per fortuna, quindi deve essere orrendo investire qualcuno, che ti sbuca davanti, che tu non vedi arrivare e che non vede te.

Il fatto poi che chi tu investi sia un campione del motomondale non è tanto rilevante, comunque hai investito una persona.

Infine la notizia più brutta, che dev’essere stata devastante per il ragazzo alla guida dell’auto, il ciclista non ce l’ha fatta, ha perso la sua gara più importante e non c’è più.

Ricominci a leggere articoli, la proposta di matrimonio alla fidanzata a Venezia, le gare che ha vinto, l’anno che divenne campione in moto gp, le immagini di chi era nei box con lui, i saluti di chi l’ha conosciuto di persona.

Io, invece, non lo conoscevo. Non mi sono goduta la sua ultima gara, perché ero lì a tifare per un altro pilota, sapevo che lui correva, ma non ho mai seguito la sua carriera, l’ho visto passare infinite volte sotto la gradinata dove ero seduta, mentre con sguardo ansioso curavo il maxi schermo e il ‘mio pilota’ che era in altro punto della pista.

Ho visto il suo nome e il suo numero nel paddock, ho visto la sua moto.

Ho assistito alla sua ultima gara, non sapendo sarebbe stata l’ultima e con me tutti quelli che erano a Imola quel giorno.

Tutti quelli che come me, hanno applaudito al traguardo, tutti quelli che passavano.

Di quel giorno mi resterà addosso la sensazione, il brivido, l’emozione pazzesca che danno le moto che si acccendono tutte insieme alla partenza, che aspettano il semaforo per partire, quel rumore che si sente in tv, ma che dal vivo ti dà una scarica di adrenalina che è imposisbile descrivere a parole, devi viverla e lui l’ha vissuta per anni, io solo quel giorno e lo ringrazio.

Ciao Nicky.

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