silenzio

14 Marzo

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Quest’anno sono in ritardo, ma ho avuto altre cose da sistemare, da scrivere e ricamare… in ogni caso eccomi qui, al resoconto annuale del compleanno.

Gli anni passano.

L’età aumenta.

Si invecchia.

Tutte cose che ti senti dire, che la gente ama dire, la realtà dei fatti è un’altra.

Sì, gli anni passano.

Capita più spesso di essere stanca, si passano i sabato sera a casa sul divano in relax, dici frasi tipo ‘corro tutta la settimana per lavoro, almeno nel week end lasciami riposare’.

Sì, l’età aumenta.

Diventi più insofferente a certe cose, non tolleri i ragazzini e la loro maleducazione, dici cose tipo ‘ai miei tempi…’.

Sì, si invecchia.

Inevitabilmente senti più dolori, vai più spesso in farmacia, inizia a conoscere medicinali di cui prima ignoravi l’esistenza.

Tutto vero.

Però, è vero anche, che l’età anagrafica non va di pari passo con l’età dello spirito.

Magari ti viene sonno a mezzanotte, invece che alle due, ma in quelle ore in cui sei sveglia, fai un sacco di cose, ribalti il mondo.

Se sono le nove di sera, non pensi: la giornata è finita.

Pensi: ok ho ancora un sacco di tempo per far questo o quello.

La mattina è un trauma scendere dal letto, ma visto che era un trauma anche a sedici anni, non è dovuto all’età.

Quando però ti metti in piedi, parti subito, non hai bisogno di pensare, riflettere, la modalità ‘bradipo’ subentra raramente. La maggior parte delle mattine scendi dal letto alle 7,20 ed esci di casa alle 7,35, lavata, vestista e perfettamente sveglia!

Poi ci sono le storie, i racconti, le fanfic.

Ti passa il tempo, ti riempiono le giornate, sei allegra se va tutto bene, se la storia prende una brutta piega sei triste. Se muore un personaggi, insulti l’autore ed entri in lutto.

Ma quando l’autore sei tu, è tutta un’altra storia.

Ti diverti un mondo a sentire i commenti, a vedere come gli altri farebbero, cosa potrebbe accadere, cosa vorrebbero che accadesse. Tu, però, imperterrita prosegui, la storia prende forma tra le tua dita che corrono sulla tastiera, esattamente come questo articolo. Ti ritrovi a litigare con i verbi, come se fossi ancora a scuola, ma soprattutto, ti metti a confronto con te stessa, perché alla fine in ogni personaggio, c’è un po’ di te e della tua vita.

Questo mi regalano i miei ‘amici immaginari’, come vengono definiti, e questo io spero di regalare a chi legge le mie storie.

Per tornare all’argomento dell’articolo: sì sono invecchiata di un anno per l’anagrafe, ma per me non è cambiato nulla, tutto è come lo era un anno, due o cinque anni fa.

Non sono invecchiata dentro, e questo è fondamentale!

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